Rifiuti a Morbio Inferiore, un po’ di storia…

di Paolo Bernasconi

A novembre 2009 presentai, a nome dell’Unità Socialista una mozione funzionale ad un “netto miglioramento della raccolta dei rifiuti”. In quel momento storico la situazione era davvero disastrosa, la spazzatura traboccava da ogni cassonetto già alcuni giorni prima della sua raccolta, da qui la necessità di sollevare il problema in Consiglio Comunale.

Il legislativo approvò l’entrata in materia demandando ad una commissione speciale di trattare l’argomento. I commissari affrontarono molto seriamente ed approfonditamente la questione convergendo fin da subito su un obiettivo di base, qualche cosa andava fatto perché la situazione era al limite della decenza. Fatto dovuto, probabilmente, al “turismo del sacco”. I lavori commissionali presero del tempo perché la mozione richiedeva una risposta complessa che analizzasse molte variabili, perché a parlare di rüt si fa presto ma a ragionarci un po’ meno. La farò corta, la commissione – sostanzialmente – arrivò alle seguenti conclusioni:

  • Introduzione del modello Sant’Antonino introducendo il sacco colorato, sistema che conosciamo oggi a Morbio Inferiore
  • A seguito di questo valutare la reale situazione dei rifiuti a Morbio per poi poter svolgere dei ragionamenti funzionali a migliorare la situazione (eco centro, interramento,…)

Sul finire dell’allora legislatura il Consiglio Comunale accettò la mozione dando compito al Municipio d’implementare la proposta. Ancor oggi ricordo la sguardo dell’allora Sindaco Albisetti che in sintesi diceva “tutto qui”. Mi ricordo anche la mia affermazione in risposta: “so che sembra che la montagna abbia partorito il topolino, ma anche è anche vero che il Municipio non ha fatto nemmeno questo”. Poi con le elezioni cambiarono le persone e, a sorpresa malgrado la chiara indicazione del legislativo, il municipio diede un mandato di 30’000 CHF ad un’azienda per svolgere uno studio. A sorprendere furono i risultati, che sostanzialmente ricalcavano quanto indicato dalla commissione speciale, sollevando qualche dubbio sull’esigenza di questo approfondimento.

Possiamo dire che “acqua passata non macina più”, però rimane l’amaro in bocca per aver speso soldi e di conseguenza ritardando l’attuazione di quanto deciso dal Consiglio Comunale.

Ma veniamo ad oggi, oggettivamente la situazione è migliorata. Di sacchi della spazzatura al di fuori dei cassonetti non ve ne sono praticamente più. Il successo della mozione è anche certificata nel preventivo 2016 proposto dal Municipio, nel messaggio viene scritto (cito): l’aumento dei costi di polizia è infatti parzialmente compensato dall’importante diminuzione della quantità di rifiuti solidi urbani  e dalla conseguente diminuzione degli importi addebitati dall’Azienda cantonale dei rifiuti.

Dunque si può dire con tranquillità che la mozione sui rifiuti, proposta dalla Sinistra, ha generato una strutturale riduzione della spesa. Azione indolore per i cittadini, alla faccia di chi continua a dire che noi siamo il partito delle tasse.

Che fare ora? Personalmente non vedo di buon occhio la raccolta “porta a porta”, troverei maggiormente interessante investire quanto risparmiato migliorando i servizi ai cittadini, ad esempio come capita a Meride o a Breggia posizionando un cassonetto speciale per la carta così da poter liberare le cantine al bisogno e non una volta al mese.

Paolo Bernasconi, già Consigliere Comunale per l’Unità Socialista.