No all’ecocentro di Morbio Inferiore: perché fare e disfare… non è un buon modo di lavorare

Nel 2013 ho fatto parte del gruppo di lavoro per il Piano di mobilità scolastica (PMS) di Morbio. Fra i benefici del PMS, il documento finale menzionava: “aumentare significativamente la sicurezza stradale dei bambini, nonché dell’intero quartiere” e “aumentare sensibilmente la qualità dell’aria e dell’ambiente circostante, riducendo l‘emissione di CO2 e di polveri fini” (pag. 59). Belle parole, sottoscritte dal Municipio, che mi avevano entusiasmata, ma che ora lasciano il posto alla delusione: infatti vedo il rischio che non vengano più tradotte in fatti, poiché l’ecocentro riporterà nel comparto scolastico il traffico che in questi anni si è tentato di ridurre, anzi ne porterà di più, essendo previsto in una strada a senso unico che porta alle scuole.

Fra gli strumenti del PMS, vi è la mappa con i percorsi pedonali sicuri casa-scuola, utilizzabile anche nel tempo libero, ovvero anche al di fuori degli orari scolastici, da tutta la popolazione (pag. 53). Uno di questi percorsi, neanche a dirlo, passa da Via Pumera e da Via Lischee e prevede quindi l’attraversamento di Via Comacini in un punto messo appositamente in sicurezza: questo passaggio, tuttavia, potrebbe diventare presto molto pericoloso, perché proprio lì svolterebbero tutte le auto che si recano all’ecocentro, entrando in conflitto con i pedoni che attraversano la strada e che percorrono la stretta via Lischee (il percorso sterrato non comincia subito e non è adatto a tutti).

Mi chiedo quale sia la logica di questo modo di agire, che da una parte fa e dall’altra disfa, riportando traffico e pericoli dove il PMS aveva fatto il possibile per creare sicurezza.

Lo stesso fare e disfare si ripete per quanto riguarda la raccolta della carta, per molti anni fonte di preoccupazione per i genitori. Nel 2016, ero appena entrata in Consiglio comunale quando un’interpellanza del gruppo PLR chiese di spostare le benne dal piazzale scolastico, a causa del “grosso pericolo per l‘incolumità dei bambini” dovuto “alle auto che vanno e vengono per deporre la carta”. Con soddisfazione di tutti la raccolta della carta fu allontanata dal comparto scolastico e dislocata in due punti (Vignacampo e Pascuritt), dove il servizio funziona bene ed è sempre accessibile. Eppure ora il gruppo PLR, insieme a PPD e UDC-Lega, sostiene un progetto che centralizzerà di nuovo la raccolta della carta nelle vicinanze delle scuole e che riporterà nel comparto scolastico tutto il traffico di auto e camion dovuto al suo smaltimento, perfino a ritmi più intensi, visto che anche PET e plastica saranno raccolti esclusivamente all’ecocentro: fare e disfare.

Certo, ci viene assicurato che l’ecocentro sarà chiuso negli orari di inizio e fine lezione, ma questo non basterà, perché l’area è frequentata da giovani e meno giovani sull’arco dell’intera giornata: rendere vivo e frequentato questo comparto è stata del resto una chiara intenzione del Municipio, che nel 2017 chiese un credito di quasi mezzo milione di franchi per la sistemazione della “piazza del comparto scolastico San Giorgio”, scrivendo di volerla trasformare “in una vera e propria piazza che nascerà in un comparto a vocazione scolastica nel baricentro territoriale del Comune, a due passi dal centro sportivo” (Messaggio municipale 5/2017, pag. 1). Davvero si vuole ora far convivere questa concezione con un ecocentro? Davvero i favorevoli pensano che l’ecocentro non influenzerà negativamente il comparto scolastico, ricreativo e residenziale, semplicemente perché il fazzoletto di terra (di proprietà della Parrocchia, che incasserà un buon affitto) su cui dovrebbe sorgere rientra in una residua zona artigianale? Come non accorgersi del delicato contesto in cui è inserita questa zona artigianale atipica?

A Morbio i temi cambiano ma il problema rimane invariato: mancano visioni chiare e coerenti. In parte questo succede, non solo a Morbio, quando gli amministratori non focalizzano correttamente gli interessi che sono chiamati a difendere, dimenticando di essere i rappresentanti della cittadinanza e di doverle rendere conto. Uno strumento come il Referendum può correggere eventuali storture: è quanto confido accada il 15 maggio.